Visualizzazione post con etichetta LIUC. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta LIUC. Mostra tutti i post

lunedì 11 luglio 2011

DAY 3

La giornata di lunedì è iniziata con un’abbondante colazione offerta dall’ASU ed è proseguita con un tour guidato alla scoperta dell’enorme campus di Tempe. Fortunatamente la giornata è stata “rinfrescata” da un temporale notturno che ha mantenuto la temperatura attorno ai 37°. Nonostante questo il caldo si è fatto comunque sentire: seguire la nostra velocissima guida è stata davvero un’impresa! La visita ha rivelato un numero impressionante di edifici in grado di ospitare l’incredibile mole di studenti che studiano all’Arizona State University: il campus di Tempe è infatti frequentato da ben 52000 studenti!

Tra gli edifici più interessanti ci sono sicuramente la biblioteca ed i suoi “acquari”, dove gli studenti possono prepararsi alle lezioni in piena tranquillità.

Anche la Computer Commons ci ha particolarmente colpiti, con i suoi salottini per lo studio, i computer Apple con schermi a 20” ovunque e la libreria ai piani superiori.

Una volta concluso il tour abbiamo incontrato il leggendario Professor Steven Brown per la prima lezione del corso di Supply Chain Management.

Diversamente da quello a cui siamo abituati in Italia la lezione è stata da subito molto interattiva ed informale attraverso l’introduzione dei concetti di base del corso. In particolare si è discusso di come la globalizzazione abbia cambiato le regole della competizione, estendendola dal piano delle singole imprese a quello delle supply chain a livello internazionale.

Utilizzando due best seller di riferimento, ovvero “The world is Flat” di Thomas Friedman e “China shakes the world” di James Kynge, il prof. Brown ha mostrato le principali evoluzioni che hanno impattato sul modo di intendere e fare business nel mondo odierno.

Vista la complessità delle moderne catene del valore, la pluralità dei soggetti coinvolti e la distanza geografica tra gli stessi, la struttura delle supply chain si avvicina maggiormente ad un modello di networking piuttosto che ad una classica rappresentazione lineare. A riprova di ciò, il principale concetto trattato, sia a livello teorico che attraverso esempi concreti di aziende note sul mercato, è stato quello della differenza tra “efficient” e “responsive” supply chain.

Mentre la prima tipologia tende a privilegiare aspetti di costo, permettendo il posizionamento di prodotti maggiormente competitivi sul mercato, il secondo tipo di supply chain mostrata è improntato a ridurre il lead time, permettendo alla compagnia di riferimento una maggiore abilità a fronteggiare discontinuità nella domanda. Allo stato attuale, a causa dell’ipercompetizione presente nei mercati dei paesi sviluppati, la vera frontiera del supply chain management consiste nel trovare un’unione efficiente ed efficace tra i due aspetti proposti: aziende del calibro di Wal-Mart, McDonald e Zara costituiscono quindi degli ottimi modelli di riferimento per comprendere al meglio queste tematiche. Al termine della lezione, il Professore ha brevemente spiegato l’importanza dell’utilizzo di modelli predittivi di supply chain, introducendo velocemente i principi di funzionamento della simulazione prevista per domani.

Dopo aver salutato il professore, la giornata si è conclusa con un rinfrescante bagno nella spettacolare piscina del campus e con una cena in compagnia.

A domani per il prossimo aggiornamento!

sabato 9 luglio 2011

DAY 1

Ciao a tutti! Finalmente arrivati in America!

Dopo aver rincorso l'8 luglio per ben 36 ore, affrontando 18 ore di sole e di viaggio (dove non sono mancati piccoli disagi: freddo e picchiettii sinistri sul touch screen dei sedili dell’aereo), abbiamo raggiunto la nostra nuova “home sweet home”. Qui un breve e tormentato riposo di poche ore non ci ha frenato dal cominciare la nostra avventura.

Ma non tutte le sorprese erano finite! Sabato mattina, al risveglio, ci siamo accorti che il clima dell’Arizona non era veramente così accogliente come pensavamo all’arrivo. Dopo essere stati informati che la temperatura locale si colloca mediamente tra i 26 e i 40°C e che nel mese di luglio questi valori registrano punte giornaliere di 48°C circa, tra il panico generale, si è deciso di stare il più possibile vicino all’aria condizionata.

Ci siamo quindi avviati all’incontro con Caroline Savalle, la responsabile dei rapporti internazionali dell’ASU, che, insieme ad una sua collega, ci ha introdotto alla vita universitaria americana partendo da un breve e interessante outlook della storia “Arizoniana”. In questa sede sono state illustrate alla “preparatissima” e incredula platea di studenti alcuni interessanti aneddoti e curiosità sull’Università tra cui il fatto che il corso che ci stiamo apprestando a seguire si rivela essere il secondo migliore in America per il Supply Chain Management.

Da notare alcune regole/informazioni utili per i futuri e fortunati visitors: no alcool e no smoking all’interno del campus, pena l’espulsione. Al termine dell’incontro ci è stato offerto un pranzo a base di specialità “locali”, prevalentemente fajitas messicane.

La giornata è continuata con il pomeriggio, dove alcuni si sono avventurati coraggiosamente nel deserto allo scopo di procacciare viveri per sfamare venti italiani entro l’orario di cena. I più goliardici hanno invece preferito sacrificare l’onore per un bel rilassante bagno in piscina. Per concludere al meglio, la serata è iniziata con un ritrovo comune al sesto piano del Barrett Honors College, dove è situato il locale cucina e il nostro alloggio, ed è stato replicato il miracolo di sfamare una moltitudine di bocche con quattro confezioni famiglia di pasta Barilla e si è chiusa con una bella dormita per recuperare il tempo perduto a causa del fuso.